URANO Le diverse teogonie differiscono, quindi, sulle sue origini, ma sicuramente fu sposo di Gaia, la Terra, perché solo lui aveva le dimensioni per coprirla tutta. Da lei ebbe molti figli, finché Gaia, stanca di questa fecondità, chiese ai figli di proteggerla dal suo desiderio di procreazione. Solo il figlio minore, Crono, accondiscese, tese un agguato al padre e, con l'aiuto di un falcetto datogli dalla madre, lo evirò. Questo evento viene variamente collocato: a volte in Sicilia, che dal sangue del dio avrebbe tratto la sua gran fertilità; oppure presso Capo Drepano, il cui nome deriverebbe dal falcetto di Crono; o ancora, a Corfù, che altro non sarebbe se non il falcetto stesso, gettato in mare e lì "radicato". Gaia in un primo tempo si chiamava Teti, e per questo i suoi figli sono complessivamente detti Titani. Sue figlie furono Basileia, cioè "la regina", e Rea, di cui la prima succedette al padre, sposò il fratello Iperione e generò Elio, il Sole, e Selene, la Luna. Themis o Temi, figlia di Urano e Gea, sorella perciò di Cronos e zia di Zeus. Apparteneva alla stirpe dei Titani e fu la prima moglie di Zeus, da cui ebbe come figlie le Ore e le Mòire. Il significato del nome Temi è "irremovibile", per questo forse è stata identificata sia come la personificazione dell'ordine legale e della giustizia eterna, generando infatti le Ore(Eunomia, Dike e Irene), sia come la dea delle leggi naturali che vigila su ciò che è lecito e illecito. Da ricordare il famoso oracolo di Temi nel mito di Deucalione e Pirra; quando i due giovani sposi, sopravvissuti al Diluvio Universale, consultarono l'oracolo, la dea pronunciò enigmatiche parole: "Uscite dal tempio e gettate dietro le vostre spalle le ossa della Grande Madre". Solo dopo capirono che la Grande Madre era Gea, e lanciando sassi dietro le loro spalle ripopolarono la Terra: i sassi lanciati da Deucalione diventarono uomini, quelli lanciati da Pirra, donne. Urano, il Cielo, è il primo dio che regnò sull'Universo appena uscito dal disordine del Caos. Sposò Gea, la Terra, e da essa ebbe molti figli, secondo alcuni poeti addirittura quarantacinque. Tra questi i principali sono i Titani, di cui sei erano maschi e sei femmine: 1. Oceano - 2. Ceo - 3. Crios - 4. Iperione
- 5. Giapeto |
Altri figli di Urano furono: i Centimani o Ecatonchiri, giganti che avevano cento braccia e cinquanta teste; erano tre, Briareo, Cottus e Gyas e rappresentavano la potenza dell'acqua; i Ciclòpi, secondo Esiodo erano tre, Bronte, il tuono, Sterope, il lampo, Arge, il fulmine; invece secondo Omero, erano un popolo di potenti giganti, rozzi, senza legge né civiltà e simboleggiavano i vulcani; erano rappresentati con un occhio solo in fronte, il cratere da cui esce il fuoco. Urano temeva molto i suoi figli e appena nati, li nascose nelle profondità della Terra e nel Tartaro. Gea, la madre, non accettava il comportamento di Urano e persuase i Titani a ribellarsi al loro padre e detronizzarlo: diede all'ultimo nato, Cronos, una falce con la quale egli mutilò Urano dei genitali. Dai genitali di Urano, si narra che nacque Afrodite, la dea "nata dalla spuma del mare" mentre dal sangue che uscì dalla ferita nacquero le Erinni o Furie, le vendicatrici, i Giganti e le ninfe Meliadi.I Titani, una volta spodestato Urano, liberarono i Centimani e i Ciclòpi e posero sul trono il loro fratello Cronos, che con il suo atto aveva iniziato la ribellione. Senonché Cronos ebbe paura anche lui dei Centimani e dei Ciclòpi e li rimandò nel Tartaro. In principio era il Caos, cioè un miscuglio universale e disordinato della materia, una forma indefinibile e indescrivibile che racchiudeva cielo, mare e terra. Il Caos era comunque una divinità capace di generare e la maggior parte dei figli del Caos furono divinità enigmatiche, cieche e capricciose. Ne nacquero anzitutto il Destino o Fato, divinità ora benigna ora ostile, potentissima e inesorabile, a cui tutte le divinità erano sottomesse e a cui tutti dovevano obbedire. Niente poteva cambiare i suoi decreti. Dal Caos nacquero altre divinità: l'Erebo, una specie di abisso senza fondo fatto di tenebre; la Notte, anche essa buia e misteriosa che portava agli uomini buoni consigli e donava il riposo; le tre sorelle fatali, le Mòire o Parche, ministre principali del Destino, figlie della Notte e dell'Erebo; la Discordia, testarda; la triste Vecchiaia. Più tardi nacquero divinità più clementi: la Concordia, L'Amore o Eros, il Giorno e finalmente Urano, cioè il Cielo e Gea, la Terra. Così grazie all'Amore, la Notte e il Giorno, alla Concordia e Discordia, Cielo e Terra incominciò a delinearsi il Cosmo, l'Universo, lasciando così la situazione di Caos per l'ordine. |